Lightning Returns: il finale della trilogia

Il ritorno di Lightning… e di qualche vecchia conoscenza

Eccoci con l’ultimo titolo che conclude la trilogia inaugurata con Final Fantasy XIII che vede protagonista Lightning e i suoi amici.  Rilasciato in Europa il 14 Febbraio 2014 è disponibile per PS3, Xbox 360 e Windows tramite Steam.
Un Final Fantasy ulteriormente diverso dai suoi predecessori per le varie meccaniche introdotte. Prima tra tutte la gestione del tempo.

Quest’ ultimo infatti è l’elemento chiave cui ruota la storia: il Chaos è ormai fuori controllo e sta distruggendo il mondo, annientandolo definitivamente in 6 giorni. Siamo stati risvegliati dal dio Bhunivelze, che ha deciso di creare un nuovo mondo e di ripopolarlo con le anime delle persone che decidiamo di aiutare. Perché accettare questo arduo compito? Bhunivelze in cambio ci permetterà di rivedere nostra sorella Serah, morta nello scorso episodio. Ma ovviamente quando gli dei si intromettono nel mondo umano, tramano sempre qualcosa (vedi ad esempio God of War).

Non saremo soli in questa nuova avventura, e la nostra storia si intreccerà con quella di vecchie conoscenze acquisite durante i precedenti due titoli della “trilogia” (Final Fantasy XIII e Final Fantasy XIII-2), ma anche qualche faccia nuova.

Innovazione o restyling?

Molte sono le novità apportate; vediamo di elencarle.

Il sistema di sviluppo del personaggio è stato cambiato: non ci sono più cristallografie sferografia o esperienza. Il nostro personaggio non avrà un livello che potrà essere aumentato: l’unica cosa che può aumentare sono i nostri parametri, e possiamo farlo tramite tre metodi: equipaggiando oggetti, cambiando i garb (ovvero i costumi, ma manterrò il termine inglese) e completando quest. Andiamo con ordine.

Avremo soltanto due slot per oggetti equipaggiabili: bracciali e collane, quindi scegliete bene le combinazioni.

I garb sono una meccanica molto simile ai costumi di Final Fantasy X-2, dove ogni costume aveva delle proprie abilità e parametri unici. Stessa cosa qui, in cui alcuni garb avranno delle abilità predefinite non modificabili. Ogni nostro costume ha infatti 4 mosse che potremo cambiare, e se un costume ha ad esempio 2 mosse predefinite, vuol dire che la nostra personalizzazione è limitata alle due tecniche rimanenti. Avremo un limite di 3 garb intercambiabili all’interno della battaglia, ma ne parlerò meglio durante la spiegazione del sistema di battaglia.

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Valutiamo i pro e i contro di ogni equipaggiamento

Le quest sono un aspetto molto interessante, perché ci metteranno di fronte a delle scelte. Completando le quest principali (indispensabili per terminare il gioco) e  soprattutto quelle secondarie (più difficili, come in tutti i giochi della saga) otterremo un aumento di parametri, oggetti, garb unici non ottenibili altrimenti, ma soprattutto otterremo l’ Eradia, ovvero una sorta di energia che viene rilasciata dalle persone quando i loro desideri vengono esauditi (il completare una quest) la quale ci permetterà di far crescere l’albero della vita Yggdrasil. Ricordate che il mondo finirà in 6 giorni, ma il far crescere questo albero ci farà guadagnare tempo supplementare, da sfruttare per cercare di potenziarci e completare il gioco il più possibile.

Le battaglie sono state rese più dinamiche, ricalcando un po’ il sistema che si aveva in Final Fantasy XII (che da questo punto di vista è il mio preferito). Mentre vaghiamo in un’area spawneranno casualmente i nemici, ma potremo scegliere se affrontarli o lasciarceli alle spalle. Ricordate che abbiamo un limite di tempo per salvare il mondo!
Se decidessimo di combattere potremo avvantaggiarci colpendoli prima che possano farlo loro: così facendo i nemici avranno meno vita. La meccanica di stagger (crisi in italiano) è la stessa del 13° titolo: mandando un nemico in stagger questi sarà indebolito e potrà anche divenire vulnerabili ad alcune debuff alle quali era immune precedentemente; inoltre ogni nemico ha delle condizioni di stagger e scoprirle ci permettà di riempire la barra più velocemente.

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             Attaccare, difendersi o curarsi?

I combattimenti anche qui non sono più a turni ma in tempo reale: abbiamo una barra ATB che rappresenta la nostra energia massima e dovremo gestirla nel miglior modo possibile per sfruttare quanti più attacchi possibile mentre cerchiamo di mandarlo in stagger (nulla ci vieta di menarlo alla vecchia maniera, ma spesso questa strategia ci porterà soltanto alla morte). Molto importante è il comando guardia (e le sue versioni potenziate) dato che così facendo potremo ridurre i danni subiti, o ancora meglio, addirittura annullarli se riusciremo a parare perfettamente il colpo del nemico.

Come detto prima in battaglia potremo avvalerci di 3 garb tra cui switchare in qualsiasi momento e instantaneamente, a seconda delle circostanze: per fare un esempio, potrebbe rendersi necessario cambiare da un garb offensivo a uno difensivo per sopravvivere ad un attacco speciale da parte del mostro che stiamo affrontando, o semplicemente per far attivare una determinata abilità.

Un’altra innovazione è il sistema di EP ovvero abilità particolari come Energiga, Esna, Areiz e Fuga. Ognuna di queste ha un costo EP, e la suddetta barra si riempie con il passare del tempo, sconfiggendo nemici o usando un etere.

Scegliere è facile, scegliere bene lo è meno.

Come avrete capito, il gioco ruota attorno al tempo, ma anche alla possibilità di fare delle scelte: non solo scegliere le mosse più opportune nello scontro, ma anche scegliere in modo ottimale le quest per ottimizzare al meglio il tempo disponibile, e perfino il voler fallirle apposta: potrebbe rivelarsi utile per qualche oggetto extra molto comodo.

La grafica è molto curata nel gameplay normale, considerando che dalle animazioni dei nemici dovremo essere in grado di capire quale attacco stanno portando per agire di conseguenza, ed è spettacolare durante i filmati. Molto tricky, se mi passate il termine, il fatto che lanciare ad esempio Aeroga farà si molti danni, ma ci ridurrà la visuale sul nemico dato l’alto numero di effetti particellari, impedendoci così di capire cosa stia facendo.

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              Quante missioni riusciremo a completare durante la prima partita?

E se io non fossi riuscito a fare tutte le quest secondarie e scoprire i vari segreti nel gioco perché il tempo a disposizione è poco? Nessun problema grazie alla modalità New Game+, dove riinizieremo la partita con il livello e l’equipaggiamento in nostro possesso al momento della sconfitta del boss finale e la possibilità di rifare le quest, ma con ricompense diverse.

Che dire, ammetto che questo titolo mi ha fatto un po’ storcere il naso inizialmente perché tendo a completare questo tipo di giochi (e soprattutto i Final Fantasy) al 100% e l’ansia di dover completare il tutto entro 6 giorni mi ha fatto trascurare alcune cose, ma dopo un po’ mi ci sono abituato e anzi, l’ho trovato molto challenging, portandomi a finirlo il prima possibile per poter rigiocarlo e terminare tutto ciò che ho lasciato in sospeso.

 

 

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