Indie Games: questi (allora) sconosciuti

È difficile identificare chiaramente cosa siano gli Indie games (Indie sta per sta per Indipendent), ma la cosa che li accomuna tutti è che sono giochi progettati e sviluppati da poche persone o anche da da un singolo individuo.

Allo stesso modo non si riesce a risalire ad una data precisa della loro nascita, ma si può dire che la loro nascita sia contemporanea allo sviluppo dei primi giochi per PC a partire dal Commodore 64.

Nel caso qualche titolo si fosse sviluppato grazie a piccole compagnie, queste venivano create con il solo scopo di produrre un determinato gioco e basta, senza piani per il futuro, consapevoli che questa esperienza molto probabilmente non avrebbe avuto successo. La distribuzione di questi giochi ovviamente non poteva avvenire tramite i negozi, poiché compagnie del calibro della Nintendo avevano molte più risorse da investire per la vendita rendendo vano ogni tentativo.

Inizialmente quindi gli Indie games venivano forniti come shareware, ossia (cito da wikipedia)

“programmi facilmente scaricabili via Internet o contenuti in CD e DVD quasi sempre allegati alle riviste di informatica in vendita in edicola”.

Spesso questi giochi erano completi o gratuiti, o in alcuni casi veniva fornita solamente una demo da sbloccare successivamente con l’acquisto del titolo. Anche in questo caso però, così come la vendita fisica del gioco sugli scaffali dei negozi, era poco redditizia e i guadagni ammontavano anche a un sesto dei costi di produzione.

Steam logo
L’avvento di Steam

La grande innovazione che portò di nuovo la speranza agli sviluppatori fu l’introduzione delle piattaforme digitali come Steam. Pensateci un momento: ho detto prima che la vendita nei negozi era una vendita fisica, ovvero ci si doveva preoccupare di creare un CD, confezionarlo, prendere accordi commerciali con la rivista con la quale lo si voleva pubblicare e soprattutto doveva essere completo e funzionante, poiché nel caso si fosse rilevato un bug successivamente alla distribuzione, per correggerlo sarebbe stato necessario creare un altro cd con il fix e pubblicarlo, andando quindi a perdere quel (poco) guadagno che si era riusciti a fare.

Con l’avvento delle piattaforme digitali tutto ciò è stato semplificato: una volta scaricato il gioco (quindi già si rimuoveva il costo economico del CD e dei passaggi descritti prima) questi poteva essere modificato o fixato facilmente tramite il download di una semplice patch!

Un’altra cosa che permetteva di aggirare era il sistema ESRB (Entertainment Software Rating Board), ovvero il sistema di classificazione dei giochi in base ai contenuti, le tematiche trattate e l’età di una persona. Non che ciò fornisse carta bianca agli sviluppatori, ma la distribuzione digitale seguiva linee diversa da quella cartacea.

Indie Games personaggi
Riconoscete alcuni di questi personaggi?

Da cosa deriva la grande fortuna dei giochi Indie? Innanzitutto i programmatori che lavoravano a un titolo di questo tipo non erano vincolati alle grandi aziende, il che li portava a creare giochi che non dovevano per forza incontrare il favore del grande pubblico, ma si trattava semplicemente di realizzare un’idea che magari si era avuta mentre si era sotto la doccia, cosa che porta ad avere alcuni tra i giochi più stravaganti possibili: si pensi ad esempio al virale Goat Simulator, un gioco totalmente privo di senso che però ha fatto parlare molto.

Non sempre però Indie è sinonimo di anonimato o insuccesso: lo stesso Goat Simulator, Rogue Legacy o il ben più famoso Minecraft sono esempi di giochi che hanno avuto successo nonostante nascessero da un’idea semplice. Negli anni sono nate molte community che si offrono di distribuire questi titoli Indie e permetterne una maggiore diffusione, ma anche siti come Kickstarter hanno fornito l’occasione di raccogliere fondi con i quali creare le proprie opere.

 

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