Her Story: la giuria dichiara l’imputata…

Rimanere incollati allo schermo del PC nonostante si stessero facendo ricerche sul web, scrivendo tesine o altro e sentirsi dire: “Sempre attaccato al computer a giocare? Perché non studi?”. Ci siamo passati tutti.
Con Her Story uniremo l’utile al dilettevole: cercheremo di ricostruire la verità dietro la scomparsa del marito dell’indagata visionando decine e decine di video, ma stavolta è considerato lavoro dal momento che vestiremo i panni di un agente di polizia.

Se questa introduzione vi risulta un po’ fumosa e strana tranquilli, è in linea con il gioco.

Her Story è stato scritto da Sam Barlow, noto per Aisle Silent Hill: Shattered Memories, ed è stato possibile realizzarlo grazie alla Indie Found (un sistema di raccolta fondi per incentivare la produzione, in questo caso, di giochi indipendenti). Rilasciato nel 2015 per Windows (Steam) e Mac non ha nulla a che fare con la grafica dello scorso anno, ma invece risulta un tuffo nel passato.

Un tuffo nel passato

Questo è da intendersi in due modi: il primo è che la nostra interfaccia è quella di un computer molto datato con quello che sembra Windows 95/98 con qualche programma di contorno come il cestino, campo minato, un paio di file txt in cui sono spiegate le regole e infine il collegamento all’archivio, in cui sono riportati tutti i video dell’interrogatorio. Il secondo motivo per cui “tuffo nel passato” è l’espressione adatta è che tutti i filmati sono stati estrapolati da VHS con tanto di filtro ed effetti ad arte per ricostruire la qualità delle cassette.

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Il caro stile di Windows 95. L’effetto schermo è rimovibile dalle opzioni.

Le regole sono semplici: visionare i filmati in modo da decidere se ciò che dice l’accusata Hannah Smith (interpretata da Viva Seiret, un’attrice e musicista di blues) sia vero o falso e ricostruire la verità dietro la scomparsa di suo marito, per la quale è accusata.

Si potrebbe benissimo dire:” facile, abbiamo accesso al database, basta guardare ogni video e trarre conclusioni”; sì e no. Per accedere ai video non potremo cliccarci sopra come qualsiasi file ma dovremo scoprirli inserendo delle parole chiave nella barra di ricerca, ma il computer ci mostrerà al massimo 5 video per volta, il che significa che se ad esempio avremo 10 risultati per una parola chiave ne vedremo soltanto 5 e per accedere ai restanti dovremo utilizzare parole chiave più specifiche.

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I filmati che dovremo visionare. A sinistra avremo un checker per monitorare i nostri progressi.

Per aiutarci potremo (e dovremo, data complessità della trama) inserire manualmente dei tag in ogni video in modo che questi vengano mostrati quando effettueremo una ricerca o anche salvare i video più importanti, oltre al fatto di tenere a portata di mano un foglio di carta su cui appuntare i nostri pensieri per semplificarci la vita.

Fine…?

Nel 99% dei giochi una volta arrivati alla conclusione appare una schermata con i credits e quindi capiremo di essere arrivati alla fine, ma non qui. Nessuna schermata, nessun prompt, tutto continua come se dovessimo ancora giocare anche se abbiamo scoperto tutti i 271 video. Spetta a noi dire:” ho capito, ora posso smettere di giocare” lasciandoci persino il dubbio se sia effettivamente così.

L’unico problema che si potrebbe incontrare è quello della lingua, dato che il gioco è interamente in inglese, filmati e sottotitoli compresi; inoltre anche le parole che dovrete inserire nella barra di ricerca devono essere in inglese, ma a questo c’è un piccolo trucchetto dal momento che basterà prendere le parole dai sottotitoli nel caso non si ricordi lo spelling. Questo potrebbe essere un problema non da poco dal momento che si basa sulla narrazione e se non si capiscono i dialoghi ci si mette poco a disinstallarlo.

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Per “terminare” il gioco potremo cliccare sull’icona della chat e rispondere alla domanda, ma niente ci darà conferma della nostra scelta.

Se però si mastica un po’ di inglese (non serve saper tradurre i testi di Shakespeare, basta un livello medio di lingua) Her Story risulta molto appassionante. La trama è scritta in modo superbo e la recitazione dell’attrice conferisce veridicità a ciò che dice e al modo in cui lo dice (anche questo sarà elemento della nostra attenzione). La longevità del gioco varia molto a seconda del numero di lampadine che ci si accende in testa sia alla fortuna che avremo con l’inserimento delle prime parole chiave, dato che all’inizio avremo soltanto la breve introduzione per guidarci, ma sono abbastanza sicuro nel prevedere che almeno una giornata vi andrà via senza accorgervene.

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