Don’t get fired- A caccia di lavoro!

Fortuna che (a volte) esiste la pubblicità, altrimenti non starei scrivendo questo articolo, e voi non lo stareste leggendo. Girando sul Play Store di Google mi è apparso tra i giochi consigliati questo Don’t get fired, così gli ho dato una chance dopo averne letto la descrizione e lo trovo un ottimo passatempo, soprattutto perché si può anche giocare offline!

Don’t get fired è, come dice il nome, un F2P di simulazione/gestione in cui dovremmo dare tutti noi stessi per trovare un lavoro in Corea e far sì di mantenerlo il più a lungo possibile (il titolo è infatti traducibile dall’inglese come: Non venire licenziato).

Farsi assumere è solo il primo passo, dal momento che la posizione che ricopriremo è quella di uno stagista a tempo determinato senza uno stipendio fisso con carichi di lavoro spropositati e una remotissima possibilità di venir assunti a tempo indeterminato. Se però dovessimo riuscire a venire promossi e firmare un contratto di lavoro potremo tirare un piccolo sospiro di sollievo, dato che aumenteranno anche le responsabilità cui dovremo far fronte.

Al lavoro! Il gameplay

L’ambiente in cui si svolge il gioco sarà solamente l’interno dell’azienda in cui lavoreremo, o al massimo il suo esterno quando verremo licenziati, dal momento che il lavoro diventerà l’unica cosa

don't get fired azienda
L’unico ambiente che vedremo, oltre all’entrata dell’edificio ogni volta che dovremo consegnare un curriculum.

importante della nostra vita. Quando i nostri superiori avranno dei compiti da delegarci dovremo celermente correre da loro e prenderli in consegna, dato che se li faremo attendere troppo verremo rimproverati (con ovvie conseguenze) e dovremo poi dirigerci alla nostra scrivania per svolgere le varie pratiche, rappresentate da una pila di libri.

Attenzione però, dato che avremo un limite alla quantità di lavoro che potremo prendere in consegna, e se non riuscissimo a smaltirlo per prenderne dell’altro verremo di nuovo licenziati. Per velocizzare il tutto possiamo concentrarci sul lavoro per aumentare la nostra velocità, ma ciò andrà a discapito della nostra salute che arrivata a 0 ci impedirà di lavorare, facendoci trovare di nuovo per strada.

Quick time events

Durante le nostre partite ci saranno anche alcuni eventi come la visita del presidente in azienda,

don't get fired quick time event
Attenzione alle scelte che farete, perchè potrebbero salvarvi il posto o sortire l’effetto contrario

durante la quale tutti si mostreranno super zelanti, con un aumento notevole del carico di lavoro; potremo altrimenti a dover lavorare nei weekend dato che il nostro direttore ce lo chiederà molto gentilmente, decidere come comportarci rispetto ad un superiore o un subordinato, assicurarsi di prenderci cura di nostra madre ed altri ancora.

Non solo questi eventi aggiungono un po’ di brio a Don’t get fired, ma fanno parte del gameplay dato che ad ogni azione completata positivamente potremo aumentare la probabilità di venir promossi, aumentare il nostro stipendio oppure venire licenziati in tronco per il solo fatto di aver portato uno snack comprato al bar al nostro direttore.

Un rogue like basato sul lavoro?

I soldi che guadagneremo non potremo spenderli per divertirci o toglierci degli sfizi dal momento che non avremo più una vita, ma serviranno a potenziare le nostre abilità come velocità di esecuzione, carico di lavoro, salute massima, probabilità di essere promossi, team work ed altro per poter durare qualche giorno in più.

Teniamo conto del fatto che un licenziamento non vorrà dire game over perché alla nostra prossima assunzione avremo con noi tutti i power up acquistati in precedenza, facilitandoci così nella nostra ascesa al potere.

Concludendo

don't get fired tutorial
Ecco il tutorial minimalista che propone il gioco.

Certamente un titolo che ha una buona durata data la randomicità degli eventi e dei vari fattori, anche se potrebbe durarvi solamente un minuto. La causa è quasi sicuramente data dal tutorial che è praticamente inesistente e non spiega tutte le meccaniche, soprattutto il fatto che appena iniziata la vostra prima partita vi ritroverete molto probabilmente subito con una schermata di game over e dover iniziare di nuovo la vostra ascesa senza aver capito il perché, ma c’è da dire che Don’t get fired possiede una buona curva di apprendimento, quindi se superate la soglia dei 5 minuti amerete questo passatempo.

 

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