60 Seconds: corsa contro il tempo

“Se aveste 60 secondi per arraffare tutto quello che potete e portarlo con voi in vista di un lungo viaggio, cosa portereste?” Sembra una classica domanda da gioco televisivo o test psicologico, ma non lo è. Questo è invece il tema del gioco 60 Seconds, ma vediamo di contestualizzarlo.

Questo Indie game di tipo gestionale/survival è stato sviluppato dalla piccola casa sviluppatrice polacca Robot Gentlmen e rilasciato su Steam a Maggio 2015 al costo di 10 euro. 

La nostra tranquilla e comune vita verrà scombussolata dall’arrivo di un ordigno nucleare, ma per fortuna i sistemi radar hanno permesso di intercettarlo un minuto prima dell’impatto (da qui il titolo del gioco) e, si spera, avremo il tempo per rifugiarci nel nostro bunker antinucleare.

In attesa che le radiazioni diminuiscano e i soldati vengano a portarci in salvo in un centro per rifugiati dovremo vivere nel nostro rifugio casalingo fino ad allora, quindi la fase di preparazione è essenziale.

60 seconds raccolta
Sbrighiamoci a raccogliere tutto quello che possiamo e ricordiamoci di chiudere la botola!

Il gioco si divide in due parti: quella di raccolta è in 3D in cui controlleremo il nostro personaggio (che è il padre di una famiglia di 4 persone) e dovremo decidere cosa e chi prendere con noi. Infatti non dovremo solo fare più scorte possibili ma anche decidere chi salvare, tenendo conto che ogni persona in aggiunta equivale a cibo, bevande e attenzioni in più.  Passato un minuto e sperando di aver fatto le scelte giuste è ora di entrare nel bunker ed entrare nella seconda fase, quella survival.

Questa a differenza della precedente è in 2D, e dovremo cercare di sopravvivere fino al salvataggio da parte dell’esercito rispondendo al meglio ad ogni evento che ci capiterà. Eventi? Ebbene si, alcuni saranno random mentre altri saranno dovuti alla scelte che abbiamo fatto nella prima parte.
Ognuno dei nostri familiari avrà le proprie esigenze, come il dover bere spesso o doversi trovare qualcosa da fare per passare il tempo per non impazzire. Ogni giorno ci verrà chiesto di distribuire le derrate, fare manutenzione del nostro equipaggiamento ed altro.

 

60 seconds survival
Cerchiamo di sopravvivere il più a lungo, ma occhio agli imprevisti.

E se stessimo esaurendo le risorse troppo presto? Nessun problema (o quasi) dal momento che si potrà mandare qualcuno a saccheggiare gli edifici circostanti in cerca di qualcosa di utile, ma come Fallout insegna, in questo mondo post nucleare il razziare è cosa comune e ovviamente gli altri potranno fare lo stesso con la vostra casa, senza curarsi molto delle conseguenza morali.

Quattro sono le modalità disponibili:

Atomic D, ovvero il tutorial;

Apocalypse mode, il gioco vero e proprio come è stato descritto sopra;

Scavenge mode, dove giocheremo soltanto la fase di raccolta delle provviste. Ottima per allenarsi;

Survival mode, in cui giocheremo la seconda parte (quella survival) con provviste scelte in modo random dal gioco. Perfetta per mettersi alla prova.

Il gioco è veramente ben concepito dal momento che lo svolgersi della trama è influenzato da molti elementi rendendo ogni partita diversa dalla precedente, e anche le varie interazioni aumentano la longevità del gioco, ma a mio parere è uno di quei titoli da un paio di partite al pomeriggio e via, altrimenti si cade nel ripetitivo, nonostante servano un po’ di partite per capire alcuni schemi base degli eventi causa/effetto.

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